Scarica Immuni l'app che avvisa su chi è contagiato da Coronavirus

Immuni app Alla fine è arrivata e dal 1 Giugno 2020 è possibile per tutti gli italiani scaricare e installare l'app Immuni, scelta dal Governo Italiano per tracciare gli infetti di Coronavirus, uno strumento che dovrebbe essere utile sia alle autorità per controllare la diffusione del contagio, sia anche per tutte le persone, che potranno essere avvertite tempestivamente nel caso in cui sono venute a contatto con qualcuno infetto.
Capire come funziona Immuni è importante per tranquillizzarsi e mettere un freno a tutte quelle voci preoccupate e allarmate (di cui è pieno Facebook) che parlano di controllo dello Stato sulla popolazione, privazione della privacy per tutti, geolocalizzazione costante e cosi via. Bisogna infatti mettere subito in chiaro che l'applicazione Immuni che serve a contrastare la diffusione del contagio da COVID-19, non fa geo localizzazione e non controlla quindi gli spostamenti delle persone che la installano sul proprio smartphone. In altre parole, l'app Immuni non ha alcuna funzione di monitoraggio del GPS e nemmeno è interessata nella localizzazione tramite rete internet. Chi dice il contrario, è semplicemente mal informato o vuole mettere voci contro lo Stato.

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Scaricare e installare l'app Immuni

L'applicazione Immuni ufficiale si può scaricare e installare su smartphone Android (Samsung, Xiaomi ed anche Huawei, Honor ecc) e su iPhone, dai rispettivi Store. Se si volessero avere indicazioni e istruzioni ufficiali è possibile andare sul sito ufficiale dell'applicazione all'indirizzo immuni.italia.it.
Dopo l'installazione, è possibile leggere tutte le condizioni di privacy, e capire chiaramente che l'app non raccoglie dati personali, non vuole quindi sapere nome, cognome, indirizzi e nemmeno ha la funzione di geolocalizzazione. Per utilizzarla bisogna dichiarare di avere più di 14 anni. Si deve quindi indicare in quale regione italiana si vive ed in quale provincia.
Il passo fondamentale è consentire le notifiche di esposizione al COVID 19, che funziona attraverso il bluetooth. Se, quindi, si rimane a contatto prolungato con qualcuno che si scopre contagiato ed ha egli stesso l'app Immuni installata, si riceverà la notifica. Il telefono utilizza quindi il bluetooth per raccogliere dati e connettersi, in modo anonimo, con altrei telefoni in cui Immuni è installata. Dopo altri due avvisi da leggere, l'applicazione si attiva e rimane in esecuzione tutto il tempo.
Nelle Impostazioni è possibile controllare i dati personali da comunicare all'operatore sanitario nel caso di sospetto contagio e cambiare la provincia se ci si sposta.

Come funziona l'app Immuni

Immuni si basa sulla connessione Bluetooth. Senza entrare troppo nel tecnico, la tecnologia Bluetooth permette di trasferire dati tra due dispositivi vicini e viene utilizzata sopratutto per mettere in collegamento dispositivi audio come l'auricolare senza fili o un altoparlante esterno. Il bluetooth, per funzionare, richiede che i due dispositivi si "vedano" e si autorizzino a vicenda. Se si prova ad attivare il bluetooth sul telefono si possono scoprire tutti i dispositivi collegabili nelle vicinanze, indicati con un nome o un codice e si può notare come, spostandosi, la rilevazione dei dispositivi avvenga automaticamente e continuamente.
L'idea alla base di Immuni, quindi, è quella di usare il Bluetooth per fare in modo che, se una persona fosse stata molto vicina a qualcuno che si scopre poi essere infetto di Coronavirus, possa essere avvertito. Con il Bluetooth è possibile tracciare ogni contatto, anche se non sarà possibile sapere dove esso è avvenuto (per saperlo ci vorrebbe l'uso del GPS, che sarebbe sicuramente utile per rilevare possibili focolai, ma che andrebbe a creare un sistema di controllo troppo stretto sulla popolazione).
Chi installa l'app Immuni, quindi, dovrà tenere il bluetooth attivo (il bluetooth, ricordiamolo, consuma pochissima energia e non fa provoca un rapido esaurimento di carica della batteria). L'applicazione rimane in esecuzione in background e quando riconosce un altro smartphone con l'app installata crea un collegamento e registra l'incontro. Tutti gli incontri che fa una persona (con altre persone che usano l'applicazione) vengono quindi registrati dall'applicazione in modo anonimo. Nel caso in cui dovessimo scoprire di essere contagiati dal Coronavirus, l'app Immuni potrà scoprire con quali persone siamo stati vicino nei giorni passati.

Funzionamento generale del tracciamento del Coronavirus in Italia

Spiegato molta semplificazione ed in modo super sintetico (ma spero più comprensibile possibile per tutti), l'applicazione Immuni che dovrà tracciare le infezioni da Coronavirus funziona in questo modo:

  • Dopo aver installato l'applicazione trasmette dei codici anonimi e casuali tramite il bluetooth (tenere conto che il bluetooth da solo esegue questo controllo tutto il tempo anche quando non usato da alcuna app, per rilevare dispositivi nelle vicinanze). Se siamo a casa questi codici cadranno nel vuoto, mentre se siamo in giro potranno essere intercettati da altri telefoni di persone che hanno installato Immuni.
  • Gli smartphone che ricevono i codici generati dal nostro telefono, salvano questi codici in memoria per un certo periodo di tempo (non so quanto tempo ancora, ma potremmo presumere 15 gironi). I codici, come scritto sopra, sono completamente anonimi e composti da caratteri casuali tipo Afdgt33sfSFGcs$T% o simile e non sono associati all'identità delle persone che hanno trasmesso tali codici.
  • Se io dovessi scoprire di essere stato contagiato da Coronavirus, l'ospedale in cui ho fatto il test risultato positivo, prende i dati raccolti da Immuni e li registra in un server. Ancora una volta, sul server non viene scritto che Claudio Pomes è stato contagiato e nemmeno vengono elencati i nomi delle persone con cui siamo stati in contatto, ma vengono estratti solo i codici che l'applicazione ha raccolto durante il suo utilizzo. Questi codici raccolti dall'app sono stati trasmessi dai telefoni di tutte le persone che abbiamo incontrato durante gli ultimi 15 giorni. Se un hacker o un funzionario del governo vedesse i codici all'interno del server centrale, vedrebbe soltanto una serie di numeri e lettere che sarebbe impossibile identificare.
  • A questo punto, il server centrale può inviare una notifica sul telefono delle persone che ho incontrato di recente, per informarle che sono state in contatto con un positivo al Coronavirus. Anche se non ha i nomi e cognomi, il server centrale può elaborare i codici anonimi raccolti e sapere da quale telefono sono stati generati in modo da poter inviare la notifica.
  • Chi riceve la notifica saprà che dovrà stare attento e mettersi in quarantena volontaria. Le autorità non avranno modo di sapere che siamo a rischio di infezione, quindi starà alle persone avvertire il medico oppure, semplicemente, starsene a casa per 15 giorni fino a che non è sicuro di non essere infetto.
  • Per evitare di inviare notifica a chiunque (ed evitare, per esempio, che se viene contagiata la cassiera di un supermercato siano inviate le notifiche a centinaia di persone che hanno fatto la spesa), l'applicazione dovrebbe essere in grado di controllare che la connessione bluetooth tra due individui sia durata un po' di tempo e che ci sia stata effettiva vicinanza.

Dal punto di vista della privacy, quindi, non sembra proprio ci siano criticità: prima di tutto l'app Immuni non funziona con la localizzazione (mentre invece ricordiamolo, Google sa sempre dove ti trovi) e poi sul server che sta alla base dell'applicazione non vengono registrati dati personali, quindi non ci sono i nomi delle persone che usano l'app. Inoltre non c'è alcun pericolo che l'applicazione possa sapere con quali persone (nome e cognome) ci siamo incontrati durante le nostre giornate, visto che registra solo codici anonimi. L'applicazione Immuni, inoltre, non fa scambiare dati tra telefoni, ma stabilisce solo una connessione registrando il contatto.
All'interno dell'applicazione si potrà compilare il profilo clinico dell'utente, che però non sarà trasmesso a nessuno e potrà solo essere utilizzato dall'ospedale nel caso fossimo contagiati.

Conclusioni e problemi aperti

Anche se Immuni sembra una buona idea, la sua efficacia dipenderà molto da quante persone la utilizzano (si stima che deve essere installata almeno dal 60% della popolazione). Visto che non ci sarà obbligo a installare l'app, bisognerà convincere le persone ad installarla con qualche incentivo, magari buoni sconto oppure come condizione per andare in un luogo affollato.
Sarà poi importante che il governo non faccia errori di comunicazione che possano portare le persone a pensare si tratti di un'app spia. A questo proposito, l'impegno del Ministero per l’innovazione tecnologica è quello di rendere il codice dell’applicazione open source, in modo che possa essere studiato e letto da chiunque abbia le competenze e non dare modo ai detrattori di dire che sia pericolosa o che nasconda funzioni di spionaggio.
Per finire, è abbastanza ovvio che per far funzionare un qualsiasi tracciamento del contagio bisognerà aumentare, di molto, la possibilità di eseguire test e tamponi a tutta la popolazione, che forse è la condizione più difficile al momento.

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