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Gli antivirus ci spiano e ci controllano?

Molti utenti si chiedono se un programma gratuito e molto utile come un antivirus possa essere davvero gratuito o si nascondere delle insidie, considerando che l'azienda che li produce dovrà pur in qualche modo guadagnare qualcosa (mantenere un database di virus, gestire le scansioni tramite cloud e curare gli aggiornamenti dei motori di scansione costa).
Se anche voi siete in preda al dubbio e temete che in realtà un antivirus gratuito possa in realtà spiare e controllare gli utenti, leggete attentamente la seguente guida: qui vi mostreremo come guadagnano le case produttrici di antivirus, cosa si nasconde dietro un antivirus gratuito e come scegliere un buon prodotto che tutela la nostra sicurezza senza minare la nostra privacy, fino a comportarsi come dei veri e propri spyware (come vedremo negli esempi che vi mostreremo).

LEGGI ANCHE: Antivirus per Windows 10: basta Windows Defender?

Gli antivirus sono sicuri? Ci spiano?

Capire se un antivirus ci spia non è affatto semplice per utente base, visto che gli antivirus funzionano senza particolari problemi e bloccano (nel limite del possibile) tutte le minacce, senza destare allarme e senza suscitare sospetti. Ma dietro un antivirus gratuito potrebbe comunque nascondersi un business, che fa fare soldi ai produttori anche con prodotti gratuiti, spesso senza che gli utenti conoscano ogni dettaglio.
Vediamo insieme come guadagna un antivirus gratuito e se davvero un antivirus può spiarci, comportandosi così come una minaccia alla privacy.

Come guadagna un produttore di antivirus gratuiti?

Gestire un programma complesso come un antivirus richiede sviluppatori, un team di amministrazione e un team di vendita e sviluppo, tutte persone che qualsiasi azienda deve pagare (anche profumatamente) per poter mantenere il proprio business: questo business viene mantenuto nella maggior parte dei casi grazie ai prodotti a pagamento, ossia alle licenze d'uso commerciali per gli usi domestici e per gli utilizzi commerciali. Come fa quindi un antivirus gratuito a mantenere in piedi un'azienda senza creare pericolosi buchi di bilancio? Qui in basso abbiamo raccolto tutti i principali metodi di guadagno degli antivirus gratuiti di terze parti:
  • Freeware con limitazioni: è il caso più comune, in cui l'antivirus è fornito gratuitamente per sempre ma con alcune funzioni avanzate "bloccate", che possiamo ottenere solo pagando una licenza d'uso. Questi antivirus offrono una protezione base sufficiente per la stragrande maggioranza degli utenti e non presentano particolari problemi di privacy.
  • Freeware con pubblicità: un altro sistema molto utilizzato prevede di utilizzare l'antivirus gratis (spesso anche con tutte le funzioni attive), ma con la presenza di finestre pop-up con banner pubblicitari ad intervalli di tempo variabili, così da generare introiti per mantenere il programma. Sono antivirus buoni ma molto "seccanti", visto che disturbano durante la navigazione e non tutti i banner pubblicitari sono gradevoli o indicati per la visione, rendendo di fatto l'antivirus inutile (basta anche un clic sbagliato sul banner dell'antivirus per aprire finestre non desiderate).
  • Shareware: l'antivirus commerciale viene offerto gratis in tutte le sue funzioni per un periodo limitato di tempo (di solito 15 o 30 giorni), scaduto il quale dobbiamo pagare la licenza d'uso per continuare ad utilizzarlo. Questo sistema è utilizzato dagli antivirus più famosi e potenti e, se stiamo valutando di installare un antivirus completo, resta la scelta migliore per evitare di essere spiati.
  • Freeware con tracciamento: questi sono gli antivirus più "pericolosi", perché dietro l'immagine di antivirus completi ed efficaci (e lo sono veramente!), nascondono tra le loro componenti elementi traccianti che controllano le pagine Web che apriamo nel browser, i programmi e file che apriamo quotidianamente e, una volta raccolti tutti i nostri dati personali, li inviano ad una società di analisi, che rivenderà il nostro profilo al miglior offerente. Di fatto con questi programmi gratuiti il prodotto da vendere diventiamo noi!
Come avremo sicuramente capito non tutti gli antivirus presentano dei modelli di business "onesti", visto che, se adottano la strategia del tracciamento, di fatto autorizziamo uno spyware a controllare il nostro computer mentre il programma principale fa altro.

Gli antivirus possono spiarci?

Detto questo la risposta alla domanda di questo capitolo è Sì, alcuni antivirus gratuiti sono stati creati appositamente per spiarci, generando milioni di euro di guadagni grazie ai profili catturati mentre erano installati sui PC degli ignari utenti.
Se state già pensando ad un comportamento illegale, dovrete rivedere questa posizione: tutti gli antivirus che scelgono come modello di business Freeware con tracciamento specificano (a lettere piccolissime) l'attività di tracking nelle condizioni d'uso, così da poter vincere qualsiasi causa in tribunale ("era scritto, l'utente ha accettato").

Ecco perché rinnoviamo la precauzione di leggere sempre tutte (e dico tutte) le condizioni d'uso dei programmi, Privacy Polity o Term of Use, che spesso nascondono realtà molto inquietanti non solo tra gli antivirus gratuiti ma su tutti i programmi offerti gratuitamente.

I casi AVG e Avast

Va veniamo al fatto di cronaca: esistono casi documentati di antivirus che spiano gli utenti per guadagno? Purtroppo la risposta è affermativa! Come possiamo leggere dalle indagini condotte da Vice e PCMag, due antivirus gratuiti molto apprezzati come AVG e Avast nascondevano un componente segreto per spiare gli utenti su cui l'antivirus era installato.
Dati antivirus

I dati di navigazione ottenuti dai due antivirus (che disponevano di un filtro Web per proteggere dalle pagine infette ma che contemporaneamente tracciavano gli utenti) venivano catturati e inviati all'azienda Jumpshot, una sussidiaria di Avast e AVG che aveva come scopo quello di rivendere i dati alle aziende di marketing e alle multinazionali, che potevano utilizzare questi profili per ottenere informazioni preziose sugli utenti (tipi di pagine visitate, prodotti acquistati, preferenze etc.).
Rivendita dati utente

Grazie alla rivendita di dati l'azienda riusciva a fatturare grandi guadagni anche dagli antivirus gratuiti, senza la necessità di forzare gli utenti ad acquistare una licenza d'uso (di fatto guadagnano di più con i dati raccolti che con le singole licenze Pro vendute!).

Dopo lo scandalo Avast e AVG si sono scusate del comportamento e hanno chiuso la sussidiaria Jumpshot, ma ormai la frittata era fatta.

Conclusioni

Questo articolo d'approfondimento ci ha fatto capire che niente è davvero gratuito al giorno d'oggi e che spesso per guadagnare qualcosa "la merce siamo noi" o meglio i nostri dati di navigazione. Se vogliamo un antivirus gratuito su Windows 10 accontentiamoci del Windows Defender integrato oppure leggiamo attentamente le condizioni d'uso e i diritti alla privacy dell'antivirus che scegliamo, così da evitare brutte sorprese.

Se proprio vogliamo un livello di sicurezza superiore a Windows Defender puntiamo su un antivirus a pagamento, come quelli visti nella guida Scaricare gli antivirus a pagamento: prove gratuite e aggiornamenti.
Se invece volessimo cercare gli spyware nascosti all'interno dei programmi gratuiti, vi consigliamo di leggere il nostro articolo Migliori Anti-malware per trovare anche spyware nascosti.
Esistono dei programmi totalmente gratuiti e senza sorprese? Certo che sì, basterà cercare tra i programmi open source visti nella guida Migliori programmi open source liberi per Windows, alternative di software commerciali.
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